1. Il mare sul quale si affacciano i Comuni del Piceno per la qualità del suo patrimonio naturale, la bellezza delle sue coste, la sua ricchezza di storia e tradizioni, rappresenta la principale risorsa per il benessere delle nostre popolazioni.  Da questa consapevolezza  scaturisce il nostro dovere di salvaguardare il suo stato di salute e il suo equilibrio naturale per garantire il mantenimento di questo straordinaria ricchezza alle future generazioni.
  2. L’equilibrio naturale dell’adriatico è oggi a rischio; l’apporto inquinate dei fiumi, l’innalzamento della temperatura e l’eccessivo sforzo di pesca che sfrutta oltre le sua capacità di rigenerazione oltre il 90% delle specie che lo popolano, stano impoverendo la sua biodiversità in maniera sempre più profonda e irreparabile”. 
  3. La “biodiversità” rappresenta la varietà degli esseri viventi che popolano i nostri mari a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi.  Dalla sopravvivenza di una singola specie può dipendere il destino di un intero ecosistema . Infatti ciascuna specie riveste e svolge un ruolo specifico nell’ecosistema in cui vive e proprio in virtù del suo ruolo aiuta l’ecosistema a mantenere i suoi equilibri vitali. Noi esseri umani siamo parte di un sistema di biodiversità che costituisce la straordinaria varietà di vita sulla Terra e siamo completamente dipendenti da questa stessa rete di vita: ci dà il cibo che mangiamo, filtra l’acqua che beviamo e fornisce l’aria che respiriamo.
  4. “La pandemia sta aumentando la consapevolezza dei legami tra la nostra salute e la salute degli ecosistemi.” Con queste parole la Commissione Europea il 20 Maggio 2020 ha introdotto il documento che definisce la “strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030”. Nello stesso documento si afferma che “proteggere e ripristinare la biodiversità e il buon funzionamento degli ecosistemi è quindi fondamentale per aumentare la nostra resilienza e prevenire l’insorgenza e la diffusione di malattie future.  Investire nella protezione e nel ripristino della natura sarà fondamentale anche per la ripresa economica dell’Europa dalla crisi COVID-1”
  5. Decenni di ricerche e  sperimentazioni a livello internazionale hanno dimostrato che l’unico modo per rigenerare l’equilibrio naturale marino è quello di istituire Aree marine protette, cioè tratti di mare e di costa dove le attività umane, come per esempio turismo e pesca, sono regolamentate per assicurarne la sostenibilità e in modo da garantire sul lungo termine la conservazione della natura e dei suoi ecosistemi. E’ stato accertato che quando questo avviene la biomassa del pesce aumenta in media di 6 volte entro un decennio. Per queste ragioni l’Unione Europea ha fissato l’obiettivo di proteggere entro il 2030 almeno il 30 dei mari e delle terre del nostro continente.
  6. Nelle AMP i pesci riescono a riprodursi non una ma più volte; vivendo più a lungo e diventando più grandi producono molte più uova. Basti considerare ad esempio che una spigola di 40 centimetri genera in media duecentotrentamila piccoli.  Se quella stessa spigola raggiungesse gli 80 centimetri sarebbe in grado di generarne tre milioni e trecentomila! Inoltre, siccome le loro uova vengono sospinte fuori dai confini della riserva dalle correnti marine, le aree circostanti vengono ripopolate, contribuendo al sostentamento delle persone che dipendono dalla pesca.
  7. In Italia, ad oggi la copertura totale delle Aree marine protette  rappresenta solo il 9,74% dei nostri mari e dal 2012 ad oggi e dal 2002  sono state istituite solamente due nuove AMP.  Inoltre delle 30 aree marine protette italiane sono pochissime quelle esistenti in Adriatico dove ben 600 chilometri di costa, da Tieste a Torre Cerrano,  senza alcuna protezione, sebbene la legge quadro sulle aree protette dal 1991 preveda la previsione di Istituirne due nelle Marche: presso la costa del Conero e la costa del Piceno. 
  8. L’istituzione a Nord dell’Area marina protetta di Torre Cerrano di quelle del Piceno e della Costa del Conero” consentirebbe, seppur in aree limitate, il ripristino naturale dell’equilibrio tra le diverse specie proprie di questi habitat e la corrente discendente lungo la nostra costa adriatica, favorendo il trasporto delle larve, determinebbe la connettività tra le tre AMP e uno “spargimento” di tali larve dalle zone protette alle adiacenti aree in cui si esercita la pesca.
  9. I benefici delle AMP non si limitano a quelli ecologici, ma rappresentano anche un importante volano di sviluppo sociale ed economico per le popolazioni locali. Alcuni studi economici, come quello fatto sull’area marina protetta francese di Port-Cros,  hanno dimostrato che ogni euro investito nell’area marina protetta genera per la comunità locale un utile molte decine di volte superiore, creando nuovi posti di lavoro e favorendo non poco il settore eco-turistico. Queste zone di tutela devono essere considerate un investimento per il nostro futuro, una vera e propria eredità per lasciare alle nuove generazioni. 

Essere “Parco Marino” pone inoltre i Comuni le imprese locali in una posizione preferenziale in merito al finanziamento di investimenti produttivi, infrastrutture, progetti di ogni genere in quanto viene riconosciuto il ruolo di area in cui si sperimentano nuovi modelli di relazione, produzione, economia trasferibili in altre realtà nel solco della ineludibile transizione ecologica.  

  1. Sul mare e sulla costa del Piceno sono già stati effettuati dal Ministero per l’Ambiente studi scientifici e valutazioni socio economiche che hanno confermato le forti ragioni e le opportunità connesse all’istituzione di un’Area Marina Protetta, ma il suo istitutivo si è interrotto diversi anni anni fa per valutazioni di carattere “politico”, oggi superate con l’intesa raggiunta da tutti i sette Sindaci, dal Comune di Altidona a quello di San Benedetto, compresi nella sua perimetrazione sostenuti da un ampio Comitato rappresentativo delle realtà dell’associazionismo, dell’università e la ricerca, delle categorie economiche legate al mare. 

E’ arrivato quindi il momento di dar vita a questa straordinaria impresa!